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Gli Africani Salveranno l’Italia

Domenica 29 Gennaio

19:00 – Aperitivo

21:00 – Presentazione

Antonello Mangano

presenta

Gli Africani Salveranno l’Italia

In seguito al ferimento di due lavoratori della Costa d’Avorio, gli africani di Rosarno si ribellano. E’ il 12 dicembre 2008. Il loro gesto segna il confine tra la rassegnazione e la protesta, tra il consueto e l’inaccettabile.

Non sono i cittadini italiani a trovare il coraggio della rivolta civile, ma “clandestini” senza diritti e documenti. Rosarno è uno dei tanti paesi agricoli del Meridione dove gli immigrati sono sfruttati, sottopagati, umiliati. Ma è anche l’unico dove, fin dal 1992, sono vittime di sconcertanti episodi di violenza, comprese estorsioni e rapine, in un contesto dove la popolazione è oppressa da un sistema mafioso fatto di narcotraffico intercontinentale ed arcaismo brutale, boss rapinatori e violenze quotidiane.

La storia della Piana è però molto contraddittoria, ed ha vissuto momenti eroici, anche recenti, di lotta al latifondo ed alla mafia. L’esempio degli africani, che rifiutano il fatalismo fino dal momento della partenza, indica a tutti gli italiani una possibile via di salvezza…

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The Wobblies

Domenica 05 Febbraio

19:00 – Aperitivo

21:00 – Proiezione

Con sottotitolatura realizzata da Dans la Rue, proiettiamo:

The Wobblies

di Stewart Bird e Deborah Shaffer

Circa un anno fa Valerio Evangelisti ci prestò questo video, materiale per la sua ultima fatica: ‘One big union’, che saremo lieti di presentare presto.

Si tratta di un video inedito in cui si racconta del sindacato informale e autonomo degli Wobblies, che operò negli Stati Uniti tra gli anni 10 e gli anni 30 facendo tremare il padronato di quella che si stava affermando come la maggiore potenza mondiale.

Il video racconta delle azioni, della solidarietà, della vita in viaggio per gli States di questi incredibili oppositori del capitale.

Le interviste ai membri dell’IWW ancora in vita coronano l’ottimo lavoro di ricerca: un immaginario potentissimo che ha tanto da insegnare alle odierne pratiche di lotta. Finalmente con i sototitoli in italiano (prima visione).

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Sulla pelle viva. Nardò: la lotta autorganizzata dei braccianti agricoli

Martedì 07 Febbraio

19:00 – Aperitivo
21:00 – Presentazione

Devi Sacchetto 
Mimmo Perrotta
Alessandra Corrado

presentano

Sulla pelle viva
Nardò: la lotta autorganizzata dei braccianti agricoli

Continua il percorso di esplorazione di Dans la Rue attorno alla situazione lavorativa del bracciantato agricolo, in prevalenza migrante, in Italia. Un percorso in continuità con l’iniziativa di GasBo, Campi Aperti e Laboratorio Crash! sulla distribuzione di arance prodotte da EquoSud e SOS Rosarno, in solidarietà con le lotte migranti della regione.

Nell’estate del 2011 le campagne di Nardò, nel Salento, sono state scenario del più importante e lungo sciopero autorganizzatto di braccianti migranti impiegati in agricoltura. Per la prima volta alcune centinaia di braccianti – provenienti dal Maghreb, dall’Africa occidentale e dall’Africa orientale – hanno incrociato le braccia e preso la parola direttamente, contro il caporalato e lo sfruttamento estremo cui erano sottoposti. Un’esperienza che ha costituito per alcune settimane un vero e proprio laboratorio politico.

Questo libro riunisce le voci di alcuni dei protagonisti dello sciopero e analizza le dinamiche che hanno determinato e sostenuto lo sciopero.

Ne discutiamo con due degli autori del libro:

Devi Sacchetto e Mimmo Perrotta (altri autori: Brigate di solidarietà attiva, Gianluca Nigro, Yvan Sagnet)

e con Alessandra Corrado, sociologa dell’Università della Calabria.

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ControCult! – L’Odio

Venerdì 10 Febbraio

Nel contesto del cineforum “ControCult!“, Collettivo Autonomo Studentesco e Dans la Rue presentano:

L’Odio

di Mathieu Kassovitz

18:30 – Proiezione
a seguire aperitivo musicale

La presentazione del cineforum a cura del C.A.S.:

Chi lo vive lo sa, l’Italia è un paese per vecchi, lo si vede dalla stessa classe dirigente.
I colpevoli del furto del nostro futuro sono gli stessi che ci negano un presente privandoci di spazi e saperi, cos’è rimasto ai giovani se non un digitale terrestre e una panchina all’ aroma di smog?
E’ una scelta ben oculata che permette loro di guadagnare istruendoci al culto del consumo e frenare le culture alternative e rivoluzionarie. Ci sono film e tematiche che non vedremo mai approfondite ne su Sky Cinema ne su Mediaset Premium ed è ormai viva l’esigenza di spazi dedicati alla gioventù “bruciata” dalla fiamma della ribellione. Sono centri sociali e collettivi che hanno il compito di agire per creare una coscienza alternativa alla commercializzazione e l’istruzione al capitalismo. Noi come Collettivo Autonomo Studentesco vogliamo agire anche su questo campo, utilizzando spazi antagonisti e liberi come il Dans La Rue (in via Avesella 5a). Ciò che vogliamo creare è un momento di dibattito e svago in cui proiettare film su temi ed idee rivoluzionarie ed ascoltare generi musicali underground e militanti facendo si che il tutto sia completamente gratuito. Il primo e l’ultimo venerdì di ogni mese, dalle 18,30 si comincerà la proiezione del film per poi dare via all’aperitivo accompagnato da un dj set di generi differenti sera per sera.

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ControCult! – La Città di Dio

Venerdì 24 Febbraio

Nel contesto del cineforum “ControCult!“, Collettivo Autonomo Studentesco e Dans la Rue presentano:

La Città di Dio

di Fernando Meirelles

18:30 – Proiezione
a seguire aperitivo musicale

La presentazione del cineforum a cura del C.A.S.:

Chi lo vive lo sa, l’Italia è un paese per vecchi, lo si vede dalla stessa classe dirigente.
I colpevoli del furto del nostro futuro sono gli stessi che ci negano un presente privandoci di spazi e saperi, cos’è rimasto ai giovani se non un digitale terrestre e una panchina all’ aroma di smog?
E’ una scelta ben oculata che permette loro di guadagnare istruendoci al culto del consumo e frenare le culture alternative e rivoluzionarie. Ci sono film e tematiche che non vedremo mai approfondite ne su Sky Cinema ne su Mediaset Premium ed è ormai viva l’esigenza di spazi dedicati alla gioventù “bruciata” dalla fiamma della ribellione. Sono centri sociali e collettivi che hanno il compito di agire per creare una coscienza alternativa alla commercializzazione e l’istruzione al capitalismo. Noi come Collettivo Autonomo Studentesco vogliamo agire anche su questo campo, utilizzando spazi antagonisti e liberi come il Dans La Rue (in via Avesella 5a). Ciò che vogliamo creare è un momento di dibattito e svago in cui proiettare film su temi ed idee rivoluzionarie ed ascoltare generi musicali underground e militanti facendo si che il tutto sia completamente gratuito. Il primo e l’ultimo venerdì di ogni mese, dalle 18,30 si comincerà la proiezione del film per poi dare via all’aperitivo accompagnato da un dj set di generi differenti sera per sera.

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One Big Union

Prossimamente

19:00 – Aperitivo

21:00 – Presentazione

Valerio Evangelisti

presenta

One Big Union (Mondadori 2011)

Valerio Evangelisti torna ad una sua antica passione: le pratiche di lotta negli Stati Uniti.

Un libro di un’attualità sconvolgente, che mai si era avvicinato tanto a quello che l’autore vuole veramente dire.

La prosa di uno dei più grandi autori italiani racconta così delle vicende degli Industrial Workers of the World un’organizzazione così utopica nei propri porpositi da perdere di realtà storica.

Eppure c’erano gli wobblies, laggiù sulla West Coast… Li sentiremo rivivere dalle parole di uno degli autori di Carmilla on line che dichiaratamente a Dans La Rue si sentirà libero di dare la propria versione sul legame tra allora e ora.

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Bologna incontra Gaza

Mercoledì 14 Dicembre

19: Aperitivo - 21: Incontro

con

Khalil S. Shaheen

(Responsabile dell’unità economica e sociale del PCHR)

Mohammed El Zaheem

(Volontario del PCHR e attivista del progetto “Barca Oliva”)

La Striscia di Gaza e la Palestina intera vengono solitamente definite come il laboratorio a cielo aperto dell’industria bellica israeliana e dei suoi alleati mondiali.

Spesso si parla della popolazione palestinese solo come di vittime: dei raid che periodicamente colpiscono Gaza o più in generale del progetto coloniale israeliano che occupa militarmente la terra palestinese in West Bank, mantenendo un’ intera popolazione schiava delle concessioni d’Israele e dell’elemosina della comunità internazionale.

Ben lungi da quest’approccio vittimista, funzionale a cristallizzare l’oppressione e normalizzare l’occupazione, vogliamo proporre in questo incontro un’altra forma di narrazione: vogliamo parlare della dignità e della tenacia di una popolazione che resiste, in diverse forme, nel quotidiano.

Coltivare la terra sotto i colpi dell’esercito occupante; uscire in barca per pescare quando delle motovedette sono pronte a bersagliarti; rispondere agli attacchi dei coloni armati; lottare contro la segregazione razziale ed il muro dell’apartheid; respingere le diverse forme di oppressione, interne ed esterne alla Palestina, per autodeterminare la propria esistenza; stringere relazioni politiche vere con la solidarietà internazionale sono solo alcune delle forme di r/esistenza messe in atto ogni giorno dagli uomini e dalle donne palestinesi.

Di tutto questo parleremo con Khalil S. Shaheen e Mohammed El Zaheem.

Il dibattito sarà arricchito con contributi video.

Il Palestnian Centre for Human Rights (www.pchrgaza.org) è un’organizzazione non governativa che lavora sul territorio per fornire alla popolazione palestinese strumenti finalizzati alla conquista di autodeterminazione ed indipendenza.

La barca “Oliva” (http://www.cpsgaza.org/) è l’imbarcazione che, con l’appoggio della solidarietà internazionale, segue le giornate in mare dei pescatori di Gaza per documentare le violenze e gli attacchi delle motovedette israeliane.

 

 

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Il ghetto disperso. Pratiche di desegragazione e politiche abitative

Rinviato a:

Mercoledì 30 Novembre

Per il ciclo

Migranti e l’Italia sommersa: Lo sfruttamento ai tempi della crisi

presentiamo con l’autore

Elena Ostanel

il volume

Il ghetto disperso. Pratiche di desegragazione e politiche abitative

19:00 – Aperitivo
21:00 – Presentazione

 

Da sempre le migrazioni spaventano e affascinano gli uomini. Nella storia interi paesi o comunità si sono sempre trovati nella contraddittoria tensione tra l’inclusione e l’esclusione, tra l’accettazione e il rifiuto del diverso. Tale condizione in più è gravata da una considerazione, un’idea che, soprattutto in tempi di crisi, torna a far capolino nella testa di molti, la consapevolezza che il nostro passato e probabilmente il nostro futuro ci dipingono nella medesima condizione. Ci dipingono nomadi in un mondo dove le frontiere sono in realtà imposte dall’organizzazione del lavoro, quindi mutabili a seconda delle esigenze del neoliberismo.

Allora il fenomeno della migrazione diviene immediatamente specchio di una realtà che ci vede, a prescindere dal nostro ruolo, attori.

Come dans la rue quindi presentiamo questo ciclo di iniziative che vogliono proprio approfondire, anche portando ad esempio ricerche sociali sul campo, qual’è la condizione dei migranti nel nostro paese. Precisamente lo faremo presentando tre libri, in cui con un taglio simile si prenderanno di petto altrettante questioni.

Nel terzo: “Il ghetto disperso. Pratiche di desegragazione e politiche abitative” (Ed. CLEUP – 2011) Parleremo con la co-autrice Elena Ostanel (Ricercatrice presso l’Università di Venezia), indagando la condizione che i migranti si vivono all’interno delle nostre metropoli, proprio partendo da ricerche condotte sul campo dei primi “ghetti” che hanno preso piede in Italia.

Presenteremo questo ciclo con la consapevolezza che oggi più che mai, vista la crisi che sta investendo l’intero sistema-mondo, approfondire la condizione dei nostri fratelli e sorelle migranti significa anche conoscere qualcosa di più di se stessi attraverso un gioco di specchi che in molti sono disposti a riconoscere come reale.

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Tina Modotti: donna, migrante, attrice, fotografa, amante e rivoluzionaria

Mercoledì 23 Novembre

19:00 – Aperitivo
21:00 – Presentazione

Pino Cacucci

presenta

Tina

Presentazione materiale fotografico sulla vita di Tina Modotti

 

 

 

Tina Modotti: donna, migrante, attrice, fotografa, amante e rivoluzionaria.

Una vita senza freno in un mondo in accelerazione nei primi anni del secolo, vissuta nella voglia di un mondo diverso, scaldata sotto il sole messicano e congelata nelle terre di Russia.

Una vita immortalata da un obiettivo, come testimonianza, come denuncia, come arte.

Pino Cacucci ne ha cercato le tracce in Messico e ne ha scritto la vita.

Ne parleremo con lui, accompagnati dalla proiezioni delle fotografie di Tina.

 

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Fabbriche galleggianti. Solitudine e sfruttamento dei nuovi marinai.

Mercoledì 16 Novembre

Per il ciclo

Migranti e l’Italia sommersa: Lo sfruttamento ai tempi della crisi

presentiamo con l’autore

Devi Sacchetto

il volume

Fabbriche galleggianti. Solitudine e sfruttamento dei nuovi marinai

19:00 – Aperitivo
21:00 – Presentazione

 

Da sempre le migrazioni spaventano e affascinano gli uomini. Nella storia interi paesi o comunità si sono sempre trovati nella contraddittoria tensione tra l’inclusione e l’esclusione, tra l’accettazione e il rifiuto del diverso. Tale condizione in più è gravata da una considerazione, un’idea che, soprattutto in tempi di crisi, torna a far capolino nella testa di molti, la consapevolezza che il nostro passato e probabilmente il nostro futuro ci dipingono nella medesima condizione. Ci dipingono nomadi in un mondo dove le frontiere sono in realtà imposte dall’organizzazione del lavoro, quindi mutabili a seconda delle esigenze del neoliberismo.

Allora il fenomeno della migrazione diviene immediatamente specchio di una realtà che ci vede, a prescindere dal nostro ruolo, attori.

Come dans la rue quindi presentiamo questo ciclo di iniziative che vogliono proprio approfondire, anche portando ad esempio ricerche sociali sul campo, qual’è la condizione dei migranti nel nostro paese. Precisamente lo faremo presentando tre libri, in cui con un taglio simile si prenderanno di petto altrettante questioni.

Nel secondo: “Fabbriche galleggianti. Solitudine e sfruttamento dei nuovi marinai” (Ed. Jaca Book – 2009) affronteremo con l’autore Devi Sacchetto (Ricercatore presso l’Università di Padova), la questione lavorativa dei migranti sui quali corpi agisce la precarietà sotto il duplice profilo, quella che tutti si vivono dovuta dalla crisi e da contratti di lavoro precari e il ricatto imposto dalla loro condizione di clandestinità e dal regime giuridico che li riguarda.

Presenteremo questo ciclo con la consapevolezza che oggi più che mai, vista la crisi che sta investendo l’intero sistema-mondo, approfondire la condizione dei nostri fratelli e sorelle migranti significa anche conoscere qualcosa di più di se stessi attraverso un gioco di specchi che in molti sono disposti a riconoscere come reale.

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